Ludovico Ariosto. Orlando furioso

Ludovico Ariosto
Orlando furioso. I

Orlando furioso es, a juicio de Cesare Cantú, el más bello poema de la lengua italiana, un “modelo acabado de poesía sencilla, elegante y animada”.
A diferencia de las antiguas narraciones legendarias, las del tiempo de Ariosto no elegían un personaje que encarnara un pueblo o una civilización. Buscaban más los méritos de la confección literaria que las loas de una estirpe. Su inspiración más frecuente estaba por ello en las novelas españolas y francesas y no les importaba tanto la procedencia de su héroe. Ariosto, que llevó la poesía del cinquecento italiano a su cumbre más alta, escribió esta obra como continuación del Orlando enamorado de Matteo Boiardo, narrando hechos reales o fantásticos que habrían sucedido durante el reinado de Carlomagno. El argumento enhebra con gran intensidad la brujería, los amores, la magia, las villanías, traiciones y aventuras de sus protagonistas, incluso sus escarceos sensuales más o menos procaces, en una composición tan brillante que hace del Orlando furioso una de las obras maestras de la literatura universal.

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Orlando furioso. II

Orlando furioso a don Quijote de la Mancha

SONETO

Si no eres par, tampoco le has tenido:
que par pudieras ser entre mil pares;
ni puede haberle donde tú te hallares,
invicto vencedor, jamás vencido.
Orlando soy, Quijote, que, perdido
por Angélica, vi remotos mares,
ofreciendo a la fama en sus altares
aquel valor que respetó el olvido.
No puedo ser tu igual, que este decoro
se debe a tus proezas y a tu fama,
puesto que, como yo, perdiste el seso.
Mas serlo has mío, si el soberbio Moro
y cita fiero domas, que hoy nos llama,
iguales en amor con mal suceso.(Cervantes)

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Orlando furioso. I (Italian Edition)

L’Orlando furioso, poema cavalleresco in ottave, composto da quarantasei canti, ha una intelaiatura anche encomiastica perché l’opera non può prescindere dal rapporto con la società per la quale l’Ariosto scrive e crea una sua misura artistica di contenuti e di stile, operando una continua relazione ideologica ed estetica. Buon critico di sé, scrivendo al Doge, nel 1515, dell’opera «in la quale si tratta di cose piacevoli et delectabili de armi et amori», attribuiva il carattere piacevole del poema al fatto che anche l’ispirazione delle parti favolose derivava da problemi e situazioni patrimonio comune dell’esperienza di quella società, e che nel complessivo significato il Furioso esprimeva sentimenti storici e problemi presenti ai contemporane (Antonio Piromalli)

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Orlando furioso. II (Italian Edition)

Il più grand’ esempio di queir eclettismo che io dico, è “L’Orlando Furioso” dell’ Ariosto, nel quale si danno belle e splendide forme classiche a un soggetto che è tra i fatti più rilevati e più caratteristici del Medioevo, la cavalleria.Quando l’ Ariosto nacque, e durante la sua giovinezza, continuava quel gran movimento che iniziato da Petrarca e Boccaccio si era proseguito con operosità indefessa da una moltitudine di dotti, vuo’ dire il pieno ristauro dell’antichità classica. Cotesto che pare a taluno una mania quasi pedantesca di eruditi e di filologi, è invece un fatto della più grande importanza per la cultura e la civiltà d’Italia e d’Europa; senza esso non era forse possibile uscire definitivamente dalla barbarie del Medioevo, e mettersi sulla via maestra del moderno progresso. Anche nelle lettere nazionali che si erano per qualche tempo neglette, cominciavano ad apparire i benefici effetti di cotesto movimento. Il genio italico ritemprato alle vive sorgenti dell’antichità, mostrava di voler riprendere nuovo vigore e splendere di più viva luce somigliante, per dirla con Omero: « al vivo astro d’ autunnoChe lavato nel mar splende più bello.» (G. Casella)

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